Quando parlo di metodo non mi riferisco a una sequenza rigida di passaggi o a una formula da applicare indistintamente a ogni progetto. Un metodo è un sistema di lavoro che permette di affrontare la complessità senza affidarsi all’improvvisazione, mantenendo il controllo del progetto in ogni sua fase.

Essendo un architetto in Umbria. mi capita di cambiare il luogo, le persone, il contesto, le esigenze, i vincoli normativi, le caratteristiche costruttive e gli obiettivi giornalmente. Proprio perché ogni progetto rappresenta un caso specifico, è necessario disporre di un processo capace di adattarsi senza perdere rigore.

Nel mio approccio, ogni decisione viene verificata a più scale: dall’organizzazione generale degli spazi fino al dettaglio costruttivo. La progettazione architettonica, gli aspetti tecnici, la struttura, le prestazioni energetiche, la luce, i materiali e la qualità esecutiva non vengono affrontati come discipline separate, ma come elementi di un unico sistema. Architettura e tecnica si influenzano continuamente e solo una visione integrata consente di ottenere un risultato coerente.

Questo significa passare costantemente dalla scala dell’edificio a quella del dettaglio e viceversa. Una scelta apparentemente minima può modificare l’equilibrio complessivo del progetto, così come una decisione presa a livello generale deve trovare conferma nella sua realizzabilità costruttiva. Il controllo continuo tra queste due dimensioni è uno degli aspetti fondamentali del mio metodo.

Negli anni questo processo si è costruito attraverso esperienze maturate in contesti culturali e professionali differenti. La formazione tra il Politecnico di Milano e la Tongji University di Shanghai mi ha insegnato a confrontare approcci progettuali molto diversi tra loro. L’esperienza in Francia ha rafforzato l’attenzione alla composizione e al rapporto tra architettura e città. Gli anni trascorsi in Alto Adige e le collaborazioni con studi svizzeri hanno consolidato e consolidano tutt’oggi una cultura del progetto fondata sul controllo del dettaglio, sulla qualità costruttiva, sulle prestazioni dell’involucro edilizio e sulla precisione esecutiva.

Il metodo che applico oggi come architetto a Foligno nasce dall’integrazione di queste esperienze. Non è un modello rigido, ma una struttura progettuale che consente di affrontare ogni incarico con ordine, coerenza e consapevolezza, adattandosi alle specificità di ogni cliente e di ogni luogo.

L’obiettivo non è imporre una soluzione, ma costruire un percorso progettuale chiaro, in cui ogni scelta sia motivata, verificata e coerente con il risultato finale. Perché la qualità di un’architettura non dipende soltanto dalle idee, ma dalla capacità di trasformarle in uno spazio costruito attraverso un metodo solido e controllabile.

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